Psicomotricità

PsicomotricitàLa psicomotricità è una pratica educativa e d’aiuto attraverso la relazione che privilegia il corpo e il movimento come mezzi per esprimere le emozioni e le immagini interne profonde in rapporto con il mondo esterno. Infatti, siccome il bambino fissa le sue esperienze quotidiane prima di tutto nel suo corpo, il corpo (luogo di piaceri e dispiaceri e riserva di pulsioni), strutturandosi, struttura le altre dimensioni: psichica, immaginativa, emozionale, cognitiva.

La psicomotricità considera il bambino “attore del suo sviluppo” e quindi si modella sul gioco spontaneo e sull’espressività del bambino, che potrà riconoscersi artefice creativo, ideatore e costruttore dei suoi progetti grazie all’utilizzo di materiale “astrutturato” a sua disposizione, che diverrà oggetto delle sue proiezioni.

Lo psicomotricista ha il compito di rassicurare i bambini, aiutarli a prendere fiducia nelle loro personali capacità d’azione e affermazione, li accompagna a trovare o ritrovare le esperienze piacevoli proprie del movimento e a condividerle con gli altri. In questo modo i bambini potranno strutturare un’immagine positiva di sé.

I giochi che i bambini svolgono in sala possono distinguersi i giochi senso-motori e giochi simbolici.

Il gioco senso-motorio è piacere del movimento. Rafforza la costruzione dello schema corporeo grazie al contatto vivo su superfici morbide che permettono di delimitare e conoscere i propri confini fisici e favoriscono una forte stimolazione sensoriale.

Il gioco simbolico permette al bambino di raccontare la sua storia, vivere i suoi conflitti interni, esprimerli ed elaborarli fino al loro completo esaurimento. In questo gioco lo psicomotricista si pone come partner simbolico, cioè colui che simbolizza alcuni ruoli, persone, figure amate o temute, ma non si lascia intrappolare da essi. Diventa lo specchio delle proiezioni del bambino rendendole accettabili e reintegrabili come buone.

La sala di psicomotricità è quindi uno spazio rassicurante, composto in buona parte da materiali morbidi, nel quale il bambino scopre il piacere di vivere il proprio corpo, può raccontarsi pienamente: nel corpo, nelle idee, nelle emozioni in piena libertà, senza bisogno di soddisfare aspettative o rispettare compiti dati.

L’attività psicomotoria ha il suo maggiore campo di efficienza nel bambino tra i 2 e i 7 anni in quanto impegnato nella strutturazione della propria identità, ma è un’attività che coinvolge tutto l’ambiente in cui vive il bambino: la famiglia.

E’ dunque importante il coinvolgimento di questa non solo all’inizio e alla fine nei colloqui, ma anche durante il percorso. Lo psicomotricista si pone infatti come tramite delle attività che si svolgono in sala, come osservatore e occasione di scambio e di aiuto nella crescita del bambino.

Obiettivo del progetto

La mission originaria del Villaggio del Fanciullo prevede attività di sostegno ai bambini e alle loro famiglie. Il contesto socio culturale del nostro tempo evidenzia in un numero sempre maggiore di bambini il bisogno di esprimere in modo sereno e protetto le proprie emozioni e di armonizzarle con il proprio corpo. In questo senso al Villaggio del Fanciullo ospiterà laboratori di psicomotricità aperti ai bambini del nostro territorio cittadino, seguiti da personale professionista esperto. I laboratori potranno anche essere estesi ed “esportati”, su richiesta, al di fuori del Villaggio del Fanciullo, presso enti ed istituti scolastici pubblici e privati del nostro territorio.

Durata del progetto

Il progetto si articola necessariamente in sovrapposizione ai tempi dell’anno scolastico. Di anno in anno se ne prevede il progressivo sviluppo fino ad interessare il maggior numero di utenti possibile.

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